Assemblea 23 aprile 2021

Verbale assemblea 23 aprile 2021

L’Assemblea del Collegio dei Professori e dei Ricercatori di Psicologia Clinica delle Università Italiane si è riunita il giorno venerdì 23 aprile 2021 alle ore 14:30 in modalità telematica.

Presenti: R. Ardito, S. Borroni, G. Bottesi, G. Buodo, R. Calati, E. Callus, V. Cardi, S. Carletto, S. Casale, L. Castelli, G. Castelnuovo, L. Cena, G. Ciocca, A. Compare, C. Conti, B. Cordella, M. Cosenza, F. Craig, I. Cristea, D. D’Ettore, M. Di Blasi, D. Di Giacomo, R. Di Pierro, M. Di Trani, V. Donisi, E. Faccio, G. Fioravanti, L. Fontanesi, C. Franceschini, M.F. Freda, M. Fulcheri, F. Galli, C. Gentili, M. Ghisi, B. Giangrasso, M. Giannini, C. Giordano, L. Giusti, A. Granieri, C. Grano, J. Guidi, L. Iani, C. Imperatori, C. Lai, G. Lamiani, C. Lombardo, F. Madeddu, G.M. Manzoni, D. Marchetti, G. Martino, S. Messerotti, E. Molinari, L. Ostacoli, C. Pace, D. Palomba, M.S. Panasiti, G. Pietrabissa, B., Penolazzi, C. Perlini, A. Petito, E. Preti, M. Quattropani, M. Rimondini, P. Roma, M. Sacco, C. Scandurra, S. Settineri, L. Sirri, M.G. Strepparava, V. Tesio, E. Tossani, A. Troncone, E. Vegni, P. Velotti, M.C. Verrocchio, C. Violani, L. Vismara

Si sono giustificati: D. Carrozzino, M. Cavallo, R. Chattat, F. Cosci, M. Cozzolino, S. Grandi, P. Manfredi, C. Mento, A. Prunas, P. Porcelli

Ordine del Giorno

1. Comunicazioni del Presidente e saluto di Santo Di Nuovo, Presidente AIP.
2. Relazione del tesoriere: approvazione del bilancio.
3. Approvazione quota annuale di adesione al Collegio.
4. Breve relazione dei Referenti dei gruppi di lavoro: Commissione
Ricerca, Commissione Formazione, Commissione Terza Missione e Servizi.
5. Tavola rotonda: Quale formazione psicologico-clinica per la professione sanitaria
Chair: Fabio Madeddu, Marie Di Blasi
Intervengono: Mario Fulcheri, Cesare Maffei, Daniela Palomba, Elena Vegni
6.Varie ed eventuali

1. Comunicazioni del Presidente: a) il Presidente ringrazia i colleghi del Direttivo per il lavoro che stanno svolgendo e presenta brevemente l’ordine del giorno dell’Assemblea; b) il Presidente passa la parola e Santo DI Nuovo ringraziandolo per la partecipazione.

Santo Di Nuovo sintetizza lo stato dell’arte rispetto al disegno di legge sulla laurea abilitante e riferisce che il gruppo AIP lauree abilitanti sta procedendo nei suoi lavori istruttori per mettere il direttivo in condizioni di esitare un documento da presentare al tavolo tecnico CNOP-Università e poi a quello ministeriale, al momento fermo in attesa di novità dal Parlamento. Novità che non dovrebbero tardare molto, visto che la riforma delle lauree in senso abilitante è prevista pure nel Recovery Plan appena approvato. 

Interviene Mario Fulcheri rappresentando alcune criticità inerenti alla laurea abilitante.

Gianluca Castelnuovo ribadisce che non ci sono novità rilevanti sul tema e che in quanto componente del direttivo dell’AIP rappresenterà le esigenze della clinica e si interfaccerà con il Collegio per le questioni che emergeranno. Nel gruppo di lavoro ci sono rappresentanti degli esecutivi (per la Sezione di Clinica e Dinamica è stata nominata una collega del SSD M-PSI/07), sarà sua cura rappresentare le istanze della psicologia clinica nel direttivo.  

Marie Di Blasi valuta positivamente il fatto che la proposta delle lauree abilitanti sia in una posizione di stallo, ma ritiene importante utilizzare questo tempo per avviare forme di sperimentazione in alcuni corsi di laurea o comunque per cominciare a lavorare in questa direzione.

Enrico Molinari ribadisce la criticità inerente il passaggio della psicologia a professione sanitaria senza un cambiamento di regolamentazione degli accessi ai CdS in Psicologia. Ritiene che non tutta la psicologia è necessariamente professione sanitaria e che sia importante fare chiarezza e adeguare la formazione universitaria in questa direzione. È necessario, ad esempio, attrezzare laboratori a numero chiuso e avviare una reale selezione sugli accessi.

Santo Di Nuovo ribadisce la differenza tra professione e formazione: siamo una professione che mira a garantire la salute psicologica. Alla formazione nessuno aveva pensato. Lo sforzo è di ricollegare questi due mondi (professione e formazione). È importante anche decidere che senso diamo al concetto di salute. Richiama il problema della numerosità e quello della continuità (es. ciclo unico o due percorsi: uno quinquennale e uno 3+2, abolendo l’albo B). Sostiene che aumentare il numero di anni non è più una proposta politicamente fattibile. Riguardo all’Europsy, ha chiesto conferma al presidente dell’EFPA per capire cosa succederà accorciando di un anno il percorso di laurea visto che per il riconoscimento Europsy bisogna aver effettuato un anno di supervisione dopo la laurea, come avviene in altri paesi. Probabilmente una specializzazione o un master o il tirocinio potrebbero essere presi in considerazione per il riconoscimento europeo. Se si ridurranno i numeri e se si effettuerà l’esame di stato in un modo più significativo la situazione potrebbe migliorare.

Claudio Gentili dice che molti Presidenti di CdS sono in attesa di sapere anche se il processo si impantana in quanto potrebbe generare danni per alcuni processi di trasformazione che sono in atto in alcuni CdS. Dichiara di non essere contento di apprendere che il processo si sia fermato o rallentato, visto che un processo evolutivo è necessario.

Daniela Palomba sostiene che non possiamo perdere la sfida di chiamarci sanitari perché abbiamo pagato per troppo tempo l’ambiguità di non avere una collocazione precisa. Non tutti sono tenuti a fare gli psicologi in ambito sanitario. Questo dovrebbe rassicurare tutti gli psicologi che non si identificano con questi ambiti applicativi. Riguardo agli anni necessari per il percorso formativo ritiene che 5 anni potrebbero essere sufficienti se la formazione universitaria viene modificata e adattata alle esigenze professionalizzanti.  Bisogna lavorare per un percorso qualificato ed efficace. e per dare una struttura più seria e rigorosa alla formazione universitaria.

Alle 15.16 esce Santo Di Nuovo

2. Relazione del tesoriere Silvia Casale: 

2.a Bilancio consuntivo 2020

Il Tesoriere illustra il bilancio consuntivo 2020, specificando che è già stato inviato al Collegio dei Revisori dei Conti che ha verificato la contabilità e la tenuta del bilancio. Durante il 2020, sono aumentate le entrate poiché è sensibilmente aumentato il numero dei soci del collegio mentre, viceversa, ci sono state poche spese in virtù della pandemia COVID-19 che ha limitato le possibilità di organizzare eventi formativi e di erogazione di contributi a favore dei giovani. Complessivamente erano presenti in cassa rispettivamente euro 6.691,47 e euro 8.602,08 rispettivamente in data 01.01.2020 e 31.12.2020, con un avanzo di gestione di euro 1.910,61.

2.b Bilancio previsionale 2021

Il Tesoriere illustra il bilancio previsionale dell’anno in corso, specificando che è già stato inviato al Collegio dei Revisori dei Conti, per osservazioni e proposte. Complessivamente, a inizio anno, erano presenti in cassa euro 8.602,08. Nel bilancio previsionale sono stati inseriti nel capitolo delle spese 1.000 euro come contributi a giovani per congressi, e 1.500 euro per organizzazione di eventi formativi, ed è stato previsto un insieme di entrate pari a quello del 2020.

Entrambi vengono approvati dall’assemblea all’unanimità. L’Allegato 1 contenente il bilancio è parte integrante del verbale.

3.  Approvazione quota annuale di adesione al Collegio: si approva all’unanimità una quota di 20 euro.

4. Breve relazione dei Referenti dei gruppi di lavoro: Commissione Ricerca, Commissione Formazione, Commissione Terza Missione e Servizi.

 Interviene Maria Cristina Verrocchio, referente della Commissione formazione.

La Commissione è costituita dai seguenti colleghi: Valentina Cardi (Padova), Silvana Grandi (Bologna), Caterina Lombardo (Sapienza Roma), Gian Mauro Manzoni (Ecampus), Daniela Palomba (Padova), Piero Porcelli (Chieti-Pescara), Maria Grazia Strepparava (Milano Bicocca).

Viene illustrato il mandato concordato dal gruppo di lavoro:

  1. coordinamento di percorsi formativi adeguati di I, II e III livello per innalzare e rendere più appropriate le competenze scientifiche e cliniche rispetto alle (anche nuove) professioni
  2. sviluppo di un core curriculum per l’insegnamento della Psicologia Clinica nei corsi di laurea sanitari e in Medicina (Maria Grazia Strepparava) e lauree in Scienze dell'Educazione e della Formazione e in Servizio Sociale (Caterina Lombardo)

 Attività 

Livello Formativo

Attività

Referenti della Commissione

I e II

Raccordo con CPA, M-PSI/07, AIP per il riordino della LM-51 (laurea abilitante)

D. Palomba, M.C. Verrocchio

Core practices da affiancare al core curriculum (L-24 e LM-51): documento sulle good practices per l’inserimento di contenuti professionalizzanti innovativi, qualificati e basati sull’evidenza

G.M. Manzoni, M.C. Verrocchio

Riflessioni sull’insegnamento della psicologia clinica a distanza. Definizione di peculiarità, modalità, limiti e vantaggi. Identificare forme miste di insegnamento e tirocinio, sfruttando alcuni vantaggi secondari della DAD durante il COVID

G.M. Manzoni, V. Cardi

Stesura position statement sulla formazione in psicologia clinica di I e II livello

Tutti i membri della Commissione e F. Madeddu

Livello Formativo

Attività

Referenti della Commissione

III

Incontri di coordinamento tra sedi che hanno attivato la Scuola di specializzazione in Psicologia Clinica e sedi interessate ad attivarla

D. Palomba

Raccordo con commissione MIUR (scuole di specializzazione in psicoterapia)

Rapporto tra SU e scuole private

P. Porcelli, C. Lombardo, M.G. Strepparava

Insegnamento della Psicologia Clinica nelle Scuole di Specializzazione Mediche

S. Grandi

Mario Fulcheri suggerisce di occuparsi anche degli insegnamenti in Psicologia Clinica del corso di laurea in Medicina.

Marie Di Blasi propone di muoversi in 3 o 4 realtà con un 3+2 di continuità con l’obiettivo di osservare come funziona in poche realtà ristrette. Palomba è d’accordo.

Maria Francesca Freda sostiene la necessità di coinvolgere anche le altre scuole di specializzazione in Psicologia (non solo di Psicologia Clinica). Ritiene che un coordinamento solo di Clinica da un lato ci rinforza e dall’altro di indebolisce. Palomba, Fulcheri, Verrocchio e Castelnuovo sono d’accordo. Anche Caterina Lombardo è d’accordo.

Fabio Madeddu suggerisce di iniziare prima con scuole di Specializzazione coordinate da soci del Collegio e poi di effettuare un tentativo di rete con altri colleghi di altri SSD. Ci sono cose comuni e poi tutte abilitano alla psicoterapia.

Caterina Lombardo aggiunge che non ha senso coordinare solo le scuole di Specializzazione di Psicologia Clinica, è necessario inserire tutte le cinque specializzazioni e si propone per supportare Daniela Palomba. Anche Antonella Granieri offre la sua disponibilità.

Cesare Maffei dice che quando sente dire che ci si sta muovendo rispetto alle scuole di specializzazione pubbliche si chiede se è vero o se sono fake news! Gli piacerebbe che ci si muovesse in tal senso.

Fabio Madeddu afferma che già essere passati da 5 a 4 anni è un passaggio epocale.

Claudio Gentili presenta la Commissione ricerca e gli obiettivi di lavoro. Il gruppo di lavoro è composto da:

Sara Carletto (UNITO), Angelo Compare (UNIBG), Fiammetta Cosci (UNIFI), Rossella Di Pierro (Bicocca), Claudio Gentili (UNIPD), Gianluca Lo Coco (UNIPA), Cristina Ottaviani (La Sapienza) e Laura Sirri (UNIBO). Le iniziative discusse e presentate sono:

  • Organizzare una serie di webinar su argomenti di interesse per la psicologia clinica. I temi proposti sono per il momento:
    • Come si scrive un articolo scientifico
    • Come si disegna uno studio clinico
    • Come si disegna e si crea una ‘survey’ in particolare online
    • Come si disegna e si esegue una revisione della letteratura
    • Come si disegna e si esegue una ricerca qualitativa
  • Organizzare una piattaforma per raccogliere iniziative per:
    • possibili studi multicentrici (prospettici) per esempio studi multicentrici nei servizi universitari psicologici per gli studenti
    • possibile condivisione di dati (retrospettiva) per esempio studi normativi su dati già raccolti (DASS-21, HRV)

Claudio Gentili ricorda come proposte per temi relativi a possibili webinar e relativi relatori possono essere suggeriti ai membri del gruppo di lavoro.

Cecilia Giordano presenta la Commissione Servizi e Terza Missione e gli obiettivi di lavoro.

La commissione è coordinata da Silvia Casale e Cecilia Giordano ed è composta da

Stefano Ferracuti (Roma Sapienza), Maria Francesca Freda (Napoli "Federico II"), Marta Ghisi (Università di Padova), Antonella Granieri (Università di Torino), Marina Quattropani (Università di Messina), Eliana Tossani (Università di Bologna), Elena Vegni (Università di Milano Statale).

Cecilia Giordano riprende il lavoro svolto dalla commissione Servizi e Terza Missione nel precedente mandato che ha avuto come obiettivo la realizzazione di un censimento dei servizi universitari e presenta i nuovi obiettivi:

  1. Fornire strumenti di supporto ai colleghi che intendono avviare un progetto di apertura di servizi clinici universitari;
  2. Avviare un raccordo istituzionale con altri gruppi di lavoro e con colleghi che operano nei servizi universitari;

Riguardo al primo obiettivo, la commissione è impegnata nella costruzione di un vademecum che tiene conto della varietà dei servizi (prestazioni conto-terzi, di ateneo a titolo gratuito, parte integrante del SSN..,), delle differenti domande di intervento, delle tipologie di utenza, e più in generale della varietà e della ampiezza della prestazione psicologico-clinica. Il vademecum verrà costruito a partire da una griglia, in corso di definizione, e prevederà un’appendice contenente riferimenti legislativi e materiali utili come traccia per la definizione di regolamenti e procedure.

Rispetto al secondo obiettivo un primo raccordo con altri gruppi di lavoro può essere avviato con la commissione Sanità del CNOP di cui fa parte il collega Lorys Castelli, associato del settore.  La commissione Servizi e Terza missione si impegna, inoltre, a creare un raccordo tra i colleghi del ssd che operano nei servizi clinici universitari.

Fabio Madeddu sottolinea la rilevanza di questi servizi resi dai componenti del Collegio.

Mario Fulcheri ritiene che i servizi clinici universitari siano decisivi in vista della formazione abilitante e dei tirocini. Chiede se vi è un interesse da parte dei colleghi del ssd ad attivare e potenziare i servizi clinici universitari. Cecilia Giordano risponde che che il censimento ha messo in luce il grande interesse dei colleghi per questo ambito e la richiesta di supporto al collegio per nuove attivazioni.

Salvatore Settineri introduce la questione della terza missione nel campo università, nella VQR della Terza Missione, l’Anvur prevede diversi target e criteri per la valutazione. Si chiede alla commissione servizi e terza missione di integrare e orientare i colleghi sui criteri Anvur di valutazione della terza missione. Suggerisce l’utilità di fare un banca dati per vedere cosa si fa per la terza missione anche in relazione alla valutazione della VQR.

Marina Cosenza propone di sviluppare una app che dia in tempo reale informazioni sui servizi, sui come questi funzionano…ecc.

Caterina Lombardo sostiene la necessità di andare nella direzione di aumentare i servizi per i tirocini professionalizzanti, anche in relazione alla possibilità di rientrare nei criteri ANVUR. Chiede alla commissione Servizi di favorire consapevolezza, in chi istituisce un servizio, anche rispetto all’acquisizione di finanziamenti.

Lorys Castelli, sollecitato da Cecilia Giordano ad interventire come componente della commissione sanità del CNOP, condivide l’importanza di un raccordo tra le commissioni e comunica il lavoro in corso svolto nel CNOP sul ruolo dello psicologo nelle strutture sanitarie come suggerito dalle linee di indirizzo del ministero della salute. La commissione CNOP è impegnata anche ad evidenziare le discrepanti esigenze della nostra professionalità soprattutto rispetto agli altri paesi. Ci terrà aggiornati su questo lavoro.

Alle ore 16.35 inizia la Tavola rotonda.

  1. Tavola rotonda: Quale formazione psicologico-clinica per la professione sanitaria
    Chair: Fabio Madeddu, Marie Di Blasi
    Intervengono: Mario Fulcheri, Cesare Maffei, Daniela Palomba, Elena Vegni

Cesare Maffei: il Ministero ha dato, all’inizio del nostro triennio, un forte segnale di sostegno al cambiamento. È necessario riconsiderare concretamente il DM 509/99, ampiamente superato. Si sta lavorando per costruire una nuova legge, compito molto importante e di grande responsabilità. L’idea è puntare su un accreditamento basato su criteri di qualità e transitorio che viene quindi poi rinnovato. Si dovrebbe andare verso un sistema che accredita. Un altro aspetto è verificare tutta la parte teorica che è preminente; in Europa la situazione è variegata, ci sono comunque alcune raccomandazioni di agenzie qualificate (formazione incentrata su attività pratiche). Le aree attualmente problematiche sono: il tirocinio (il Covid ha scoperchiato un problema grosso che già c’era) e cosa si fa effettivamente nei tirocini. Molte strutture pubbliche hanno chiuso i tirocini nel periodo Covid il che ha mostrato due sistemi che non funzionano in maniera coordinata. La 509 è entrata nell’epoca delle privatizzazioni: a un sistema di mercato è stato dato credito all’epoca con un controllo quasi nullo dello Stato di attività di livello specialistico (Psicoterapia). Nessuno farebbe lo stesso con una cardiochirurgia per esempio. Questo sistema privato tende ad appoggiarsi sul pubblico che non coglie questo come una cosa positiva ma, spesso, molto gravosa. È necessario trovare collaborazioni tra pubblico e privato e con il Ministero della Salute (oltre al MUR). Stiamo cercando di capire come si potrebbe favorire una maggiore comunicazione tra i due sistemi. Ci sono poi le regioni che hanno criteri locali, con differenze sostanziali. Riassumendo, stiamo lavorando come Commissione del Ministero per le scuole di Psicoterapie private su:

  1. Revisione regolamento
  2. Come far collaborare pubblico e privato
  3. Informatizzare il sistema (si è passati dal cartaceo a un nuovo sistema digitalizzato): una completa informatizzazione tra MUR e scuole e avere la possibilità di interagire in vivo, non è solo la relazione annuale
  4. Ordinamento didattico delle scuole che in base al DM 509 è abbastanza vago. Un documento pubblicato il 5 agosto del 2020 vincola tutte le scuole a stare dentro a una serie di criteri di organizzazione didattica. Le scuole hanno comunicato questo e hanno ricevuto comunicazione se stavano dentro oppure no con delle raccomandazioni. Ora abbiamo un sistema del regolamento didattico con informazioni che implica adesione ad alcune precise norme della legge e delle raccomandazioni (es. rapporto tra attività teoriche e pratiche, la quantità di SV che vengono erogate, come vengono erogate le SV, quante ore da chi vengono fatte, ecc.). Questo va verso la definizione dei criteri di qualità da parte nostra.

Faranno un incontro con tutti i direttori delle scuole (forse a settembre prossimo) per condividere con le scuole il cambiamento dell’assetto regolamentario. E vogliamo pubblicare documenti (criteri tirocini, supervisioni, ecc.). Alcune scuole sono state chiuse, ci sono molte scuole inattive.

Mario Fulcheri sostiene che molti studenti si iscrivono a psicologia e una grande parte si iscrive poi alle scuole private di psicoterapia e per questo è necessario che le scuole si adeguino a un mondo diverso (vedi il COVID) e a creare competenze per lavorare in setting completamente differenti rispetto al passato.

Marie Di Blasi ritiene che ci siano grandi novità si augura che i percorsi in scuole pubbliche e private possano somigliarsi ricordando come l’Italia sia l’unico paese in cui questa formazione è lasciata al privato.

Maria Grazia Strepparava riferisce che è stata rinnovata l’interfaccia del sistema web delle scuole di psicoterapie private del Ministero che permette di visionare tutte le richieste che arrivano e i dinieghi. L’elemento nuovo è una maggiore chiarezza rispetto all’approvazione delle scuole- Attualmente ne vengono approvate un po' meno probabilmente in quanto risulta più facile verificarne la congruenza. Suggerisce, come lavoro nella commissione, di definire competenze di base e core competence anche per le scuole private in modo da creare un overlapping con le scuole pubbliche. Attualmente ci sono 362 istituti di psicoterapia privati.

Fabio Madeddu ribadisce che c’è anche l’ovvio paradosso che è stata delegata, sul privato, una formazione obbligatoria per lavorare nei servizi pubblici. Questo è un paradosso che come Collegio non possiamo dimenticare. Ritiene che sia fallito il progetto di formare rispetto alla professione sanitaria tramite le scuole pubbliche. È necessario ricordare che fare i clinici in una struttura sanitaria prevede aspetti diversi dalla pratica psicoterapeutica.  E che debba esserci maggiore comunicazione tra chi si occupa di scuole pubbliche e private.

Daniela Palomba dichiara di avere una posizione abbastanza netta, ossia pensa che sia giunto il momento di fare qualcosa di molto diverso. Esistono più di 300 istituti privati con circa 13000 che si iscrivono a scuole private e0 il successo delle scuole private, che esistono solo da noi, si poggia sul fallimento di quelle pubbliche e sulla possibilità di costruire piccoli feudi di potere di alcuni professionisti. Si riferisce, per esempio, alle scuole che sono emanazione di alcune società molto parcellari per le quali probabilmente il Collegio non può parlare di standard formativi o di qualificazione, anche se è una realtà con la quale è necessario fare i conti. Risulta importante avere chiaro cosa è una scuola pubblica e cosa è una scuola privata e riorganizzare il sistema formativo: dovrebbero esistere le scuole pubbliche. Attualmente si è passati da 11 a 17 scuole pubbliche e si stanno organizzando anche altre sedi. Non si hanno dati specifici su quanto lo sviluppo a cui stiamo assistendo stia modificando la proporzione tra pubblico e privato. Sappiamo che c’è un certo inquadramento ad andare verso le scuole pubbliche del III livello di formazione. Con il DM 50 del riordino si è avuta uniformità delle declaratorie nelle scuole. Non solo, queste scuole si stanno organizzando su criteri ministeriali definiti, ciascuna sede sta procedendo per avere gli scambi necessari, l’attribuzione delle borse, la rete formativa. ecc. Alcune scuole hanno iniziato il processo di certificazione (prima accreditamento e poi certificazione) per un riconoscimento del percorso formativo e della collocazione della scuola nel contesto formativo complessivo dello psicologo. Siamo a questo punto con grande spinta ed è giunto il momento di dare informazioni chiare sulle scuole pubbliche e private. Bisogna dire che quelle pubbliche servono per entrare nei servizi e per avere un ruolo dirigenziale mentre non formano alla psicoterapia, è un errore gravissimo che penalizza in primis la psicologia clinica che è l’unica scuola che ha una competizione forte con quelle private. Le altre scuole stanno crescendo rispetto a quelle di psicologia clinica proprio per questo perché si pensa che in questa scuola di clinica non si impara la psicoterapia. La rete da sviluppare non si occuperà solo della psicologia Clinica ma delle scuole di specializzazione. Le scuole pubbliche e private devono essere differenziate: perché la maggior parte di quelle private sono totalmente centrate su uno specifico modello psicoterapeutico. È una funzione molto più facilmente declinabile con un master. Almeno due o tre modelli e la scelta di un modello su cui proseguire. Il grosso sforzo è non dire che una meglio sia dell’altra ma nemmeno sostenere che sono uguali. Quali sono i contenuti formativi, la rete formativa, la rete dei servizi clinici? Quello che ha detto Cesare si realizza solo se c’è una rete formativa adeguata che è pubblica. Oppure si potrebbe sostenere che tutte e due ci servono per due ragioni: 1) qualcuno potrebbe aver voglia di specializzarsi in un modello terapeutico 2) le competenze che hanno acquisito alcune scuole private sono maggiori di quelle che hanno le scuole pubbliche. Probabilmente bisogna rendere complementari i due percorsi, altrimenti la più penalizzata sarà la clinica.

Cesare Maffei è pienamene accordo con Daniela Palomba ricordando quanti prof. universitari hanno foraggiato il sistema privato e ritiene necessario che i docenti universitari abbiano consapevolezza di dove vogliono stare.

Cristiano Violani ricorda che nelle tre commissioni precedenti avevano provato a proporre al Ministero il cambiamento e che questo non è mai stato riconosciuto, stimolando ad interrogarsi sui motivi: per esempio ordinistici ma ci sono state varie forze che hanno alimentato l’opposizione a un cambiamento nel sistema perché sotterraneamente è stato organizzato non solo all’interno delle scuole ma anche da ambiti dell’università. Propone alcune raccomandazioni: non è sufficiente promuovere incontri con i direttori delle scuole, serve anche il coinvolgimento dei grossi portatori di interessi, ossia Ministero della Salute e CNOP che devono figurare come compartecipi, come i motori di questo cambiamento. Risulta importante anche considerare l’ostacolo a questo cambiamento radicale; serve, infatti, una legge indispensabile per modificare due storture. La prima riguarda l’equiparazione del titolo di specialista in psicoterapia a specialista nelle altre scuole di psicologia. Hanno due missioni totalmente diverse. E poi sarebbe necessario modificare anche la legge N. 17 del 1997: possono esistere scuole di specializzazione solo se previste da una legge. L’unica legge era la legge n. 54; abbiamo dovuto disegnare perché tutte erogassero psicoterapia e non possono essere attivate altre scuole proprio perché c’è quella norma. Si tratta di un provvedimento che dovrebbe modificare queste due cose. Soltanto così sarà possibile rimettere ordine dando pieno riconoscimento agli intenti di crescita di qualità delle commissioni di psicoterapia. Smettiamo di chiamarle pubbliche e private, non è questa la differenza. Si dovrebbe arrivare ad avere scuole universitarie per la formazione psicologica e scuole per la formazione in psicoterapia. In sostanza, si dovrebbe abolire l’equiparazione tra specializzazione universitarie e scuole di psicoterapia e introdurre una norma per istituire delle scuole non obbligate a formare alla psicoterapia (che era stato istituito con la legge 17 del 1997).

Elena Vegni rappresenta le difficoltà che esistono in un servizio di Psicologia Clinica anche in relazione ai tirocinanti (per es. numerosità dei tirocinanti specializzandi).  Il Covid probabilmente ha dato delle opportunità alla psicologia e allora diventa centrale chiedersi quale formazione erogare per la professione sanitaria nei servizi. Il tema della formazione in psicoterapia è una conditio sine qua non, devono avere una formazione ma non è sufficiente. Probabilmente si potrebbe parlare di una flessibilità di modello; spesso nei servizi clinici ospedalieri si vedono pazienti terminali, pazienti in telemedicina, pazienti cronici, pazienti Covid ricoverati con i quali si riflette del fatto che il terzo familiare, per esempio, è appena deceduto. Si ha un’tenza variegata e complessa, compresi gli operatori sanitari. Un'altra domanda da porsi riguarda chi assumiamo? Dirigenti psicologi che hanno una formazione di III livello. A questi è indispensabile dargli un’idea dell’organizzazione sanitaria, del tema della produttività, della rendicontazione. Sono tutti contenuti che chiaramente la scuola privata non fornisce.

Fabio Madeddu ribadisce la necessità che lo psicologo clinico sappia cosa è un’equipe, un servizio, una gerarchia.

Mario Fulcheri esprime tre considerazioni. Vegni ci sta dicendo che per fare bene questo mestiere bisogna saper essere. Forse è necessario chiedersi come sia possibile acquisire tutte queste competenze accorciando il percorso di laurea. Appare stravagante. Un'altra considerazione riguarda la questione se il clinico nell’ASN debba essere valutato solo sull’H index o anche sull’attività clinica. Infine, richiama l‘Effetto Dunning Kruger: meno si sa più si crede di sapere. Il rischio, se continuiamo ad accorciare, è che le persone sappiano sempre meno, vivendo con certezze piuttosto che convivere con dubbi.

6. Varie ed eventuali.

Non ci sono varie eventuali.

L’Assemblea si chiude alle ore 17.20. 

Il Presidente

       Prof. Fabio Madeddu

Il Segretario verbalizzante

Prof.ssa Maria Cristina Verrocchio

Letto 28 volte Ultima modifica il Domenica, 18 Luglio 2021 17:11
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